28 maggio 2009

Prove di Memoria

Foto di Lia Pasqualino
A cura di incontri internazionali d’arte

La giovane Lia Pasqualino porta il nome di una più anziana Lia che è stata una bravissima pittrice palermitana. Poco valutata dalla critica come tutte le pittrici del Novecento.

Si direbbe che Lia junior abbia preso da Lia senior qualcosa di più che il nome: un modo di guardare il mondo con occhi curiosi e sorpresi. Ma come per una magia dello sguardo, nel momento in cui Lia osserva la realtà attraverso la macchina fotografica, questa si sottrae a ogni definizione e forse perfino a ogni possibile comprensione, per mostrarsi nella sua nudità misteriosa.

Le facce ritratte, i corpi messi in esposizione, più si concretizzano e prendono forma sotto i nostri occhi e più appaiono lontani e indecifrabili.

Come se la macchina fotografica fosse lì per testimoniare dell’arcano che ci sta davanti e lo facesse insistendo sull’intreccio complicato delle ombre che toccano le cose anche quando queste stanno in piena luce. Sono le ombre di un pianeta enigmatico che ci ospita e non ci conosce. Né noi conosciamo questo pianeta.

Il set di un film. La faccia di un attore. Il corpo di uno scrittore.

Cosa ci fanno capire di loro queste poetiche fotografie? Per quanto lo sguardo scenda in profondità senza trovare ostacoli, dentro quella profondità non ci sono risposte possibili. Il processo dello svelamento è libero ma insensato e come arreso in partenza alla impotenza del giudizio.

Geroglifici? Pura distribuzione del colore nello spazio neutro? Oppure segni nascosti di un linguaggio cifrato?
La risposta è silenziosa.

Un silenzio tenace e delicato accompagna la comparsa di queste fotografie nello spazio della nostra mente che scruta e domanda.

Dacia Maraini